Monaci robot

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“Pepper”, il robot umanoide creato da SoftBank che in Giappone viene utilizzato ormai per molte e svariate mansioni, ha trovato un nuovo ruolo: celebrare funerali buddhisti.

La presentazione è avvenuta mercoledì scorso, alla Life Ending Industry Expo.

Il robot (a cui è stata cambiato il timbro di voce per renderlo più consono alla sua nuova funzione) intona i sutra, batte su un tamburo e suona la campana durante la cerimonia, proprio come un monaco buddhista umano, ma ha qualche vantaggio in più: il programma di invocazione comprende preghiere di varie denominazioni buddhiste, è possibile attivare l’opzione live-streaming per far partecipare alla cerimonia chi non può essere presente di persona, e – cosa forse più interessante per gli utenti finali – costa molto meno, 350 euro contro i 1700 umani.

Da dove nasce il bisogno di un prete buddhista per celebrare i funerali? Michio Inamura, consigliere esecutivo di Nissei Eco Co. (la ditta che ha creato il software della recitazione), mette in luce le difficoltà che i templi stanno incontrando – ormai da anni – di far quadrare il bilancio: ricevendo meno offerte dai fedeli, i monaci devono trovare altri metodi per attirare “pubblico” o mantenere attivo il tempio, come ad esempio cercarsi un lavoro part-time.

Il robot “Pepper” potrebbe così subentrare, quando la versione umana del prete buddhista non è disponibile.

L’idea nasce dal prete robot che è stato creato in Germania a fine maggio 2017 per festeggiare i 500 anni dalla Riforma di Martin Lutero: BlessU-2 (questo il nome del robot), che poteva benedire in cinque lingue diverse e emanava luce dalle mani, era stato creato per iniziare un dibattito sulle possibilità fornite dall’intelligenza artificiale e il futuro della chiesa.

Ritornando al Buddhismo, l’anno scorso, il tempio buddhista Longquan di Beijing aveva creato Xian’er, un piccolo monaco robot che invocava sutra e rispondeva a domande sulla saggeza buddhista

Fonti: Reuters | The Guardian




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