Chanting-Pack-buddhist music

€ 20.00

Pacchetto di 4 CD di recitazione di Gongyo, Daimoku e Dharani.

Product Description

Pacchetto offerta di 4 album dedicati alle pratiche legate al Sutra del Loto.

All’interno del CHANTING PACK troverete i seguenti CD:


IL GONGYO

La pratica liturgica dei seguaci del Buddismo di Nichiren Daishonin viene generalmente svolta due volte al giorno (mattino e sera) di fronte all’altare, che può essere quello di un tempio o quello in casa propria (butsudan) – questa infatti è una pratica che è svolta sia dai laici che dai monaci.

Lo svolgimento del Gongyo, consiste nell’invocazione dei capitoli Hoben e Juryo del Sutra del Loto (che sono rispettivamente il secondo e sedicesimo capitolo). Insieme a questa invocazione, viene svolto anche il Daimoku, Nam Myoho Renge Kyo, considerata la pratica principale e più importante.


NAM MYOHO RENGE KYO

La pratica buddhista dell’invocazione Daimoku è ben nota e praticata in tutto il mondo dai seguaci del Buddhismo di Nichiren Daishonin. Questa pratica consiste nel cantare le parole Nam Myoho Renge Kyo come un mantra.

La pratica di Daimoku è nelle parole di Nichiren Daishonin, il bellissimo mezzo per rimuovere gli ostacoli fisici e spirituali di tutti gli esseri umani. Letteralmente è il titolo del Sutra del Loto, ma in realtà rappresenta l’intero contenuto di quel Sutra e dei grandi insegnamenti del Buddismo.

Nichiren Daishonin fu il primo ad invocare il Daimoku, Nam Myoho Renge Kyo?


DHARANI

Dharani è un termine sanscrito che indica un’espressione rituale simile a un mantra. La radice di questa significa “trattenere o mantenere”.

Il monaco buddista giapponese Kukai fece una distinzione tra dharani e mantra. Egli sosteneva che il mantra è limitato alla pratica esoterica buddhista, mentre il dharani si trova sia nel rituale esoterico sia in quello esoterico.

Kukai ha classificato i mantra come una classe dei dh?ra?? e ha sostenuto che ogni sillaba di un dhara?i era una manifestazione della vera natura della realtà – in termini buddisti, il vuoto o la natura del sé. Quindi, K?kai suggerisce che i dharani siano in effetti saturi di significato.