Una voce italiana per l’opera Buddha Passion




Buddha Passion è una monumentale opera del compositore cinese di fama internazionale Tan Dun. Dopo aver composto la colonna sonora per il film La Tigre e il Dragone, e opere sperimentali dedicate a materiali organici come carta, acqua e vento, in questo lavoro Tan Dun affronta alcune storie della filosofia del Buddha Shakyamuni.

L’opera è stata commissionata dalla Melbourne Symphony Orchestra, insieme al Dresdner Musikfestspiele (dove si è tenuta l’anteprima mondiale), la New York Philharmonic e la Los Angeles Philharmonic ed è composta per sette solisti, coro e orchestra. La durata è di circa due ore, con venti minuti di intervallo.

Leonardo Gramegna Buddha Passion
Leonardo Gramegna | Copyright Gravina Oggi

Un mese fa, il 6 ottobre 2018, Buddha Passion è stata messa in scena a Melbourne, all’interno del Melbourne International Arts Festival, e in quella occasione il tenore italiano Leonardo Gramegna (aggiuntosi per l’occasione al gruppo originale della premiere mondiale) ha incantato il pubblico grazie alla sua voce e alla sua capacità di cantare in cinese (l’opera infatti è cantata in cinese e sanscrito). “E’ stata una sfida cantare in cinese. È importante cercare ogni giorno di alzare l’asticella dei propri limiti per cercare di essere un tenore colto ed un musicista moderno”, ha dichiarato il cantante gravinese [Gravina Oggi].

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L’ispirazione è nata dalle Grotte di Mogao, anche chiamate Grotte dei Mille Buddha, nelle quali Tan Dun ha passato due anni, studiando tutti i riferimenti alla musica lì presenti. Oltre a questo, Dun ha ricercato manoscritti inerenti musica, strumenti musicali e storie buddhiste in biblioteche e musei di Francia, Gran Bretagna e Giappone. La sfida più grande è stata quella di condensare tutto il materiale trovato in sole sei storie, ma anche il mantenere fede alle proprie fonti adattandolo ai moderni strumenti musicali – musicisti, orchestra sinfonica, coro, cantanti. Gran parte della musica scoperta nelle caverne infatti era stata scritta per singole linee di uno specifico strumento. “A quel tempo i compositori erano musicisti, come nel caso della musica medievale in Occidente,” spiega Dun. “Quindi i manoscritti musicali antichi sono per lo più musica antica per pipa (strumento musicale cinese a quattro corde) o musica antica di canto – una linea, come nel canto medievale.” Il suo desiderio era, inoltre, quello di riuscire a trasmettere la bellezza e la delicatezza dei dipinti delle grotte di Mogao, dai quali è rimasto profondamente impressionato.

Il tema portante di Buddha Passion è la filosofia trasmessaci dal Buddha Shakyamuni, con una particolare enfasi su amore, perdono, sacrificio e salvezza. “La piece si concentra sul bellissimo canto della voce umana e anche su un’orchestrazione molto colorata”, dice Dun. “Ma la cosa più colorata sono l’insegnamento, la saggezza e la filosofia del Buddha – l’insegnamento compassionevole del Buddha su come essere uomini e donne pacifichi. Penso che quelle storie – sulla danza, la morte, sulla pace, sulla vita al di là – siano molto significative per il mondo di oggi.”

Buddha passion è composta da sei parti, ognuna delle quali si concentra su storia: The Bodhi Tree, The Deer of Nine Colours, A Thousand Arms and A Thousand Eyes, Zen Garden, Heart Sutra e infine Nirvana.




L’idea musicale originale è una sorta di risposta alla Passione di Secondo Matteo di Bach, opera alla Dun quale rimanda con l’inserimento di una parte per coro alla fine di ogni storia, che ne fanno da commento. Ognuna è un’Ode alla Compassione, intitolate rispettivamente Equality, Karma, Sacrifice, Zen Dreams, The Heart Sutra e Heaven Earth Mankind. Il compositore cinese ha voluto che la musica stessa fosse simbolo della filosofia del Buddha: Dun infatti usa molti suoni naturali, come acqua, vento, pietre, perché “la filosofia buddista incarna sempre la natura e tratta la natura come una parte del tuo corpo.”

Qui potete leggere un approfondimento sulle storie di ogni atto dell’opera. Nei giorni scorsi Buddha Passion ha avuto la sua Asia Premiere ad Hong Kong, mentre arriverà in America, a Los Angeles l’8 e 9 febbraio 2019, con la conduzione di with Gustavo Dudamel.

Fonti: Lime Light Magazine | Gravina Life |




Laura Silvestri

Liceo linguistico. Scienze della Comunicazione. Co-fondatrice di Myo Edizioni. Per l'etichetta gestisce l'intera parte grafica e le traduzioni.

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