Shakra e Brahma

Shakra (sinistra) e Brahma (destra)

Due delle principali divinità induiste.




Brahma è la prima divinità del conosciuto trinità induista: Brahma, Vishnu e Shiva (o “Creatore”, “Protettore” e “Distruttore”).
Shakra (o Indra), conosciuto in Giappone come Taishakuten, rispetto a Brahma si incontra invece più frequentamente nelle leggende buddhiste.
In alcuni templi cinesi le loro immagini sono entrambe rappresentate in coppia come uditori del Buddha Shakyamuni.
Shak-de-wan-yin (Shakra, the Indra of the Devas)


Dopo la sua illuminazione Shakyamuni era poco incline ad andare avanti e insegnare il Dharma. Viene descritto riflessivo su questa questione, preoccupato dal fatto che il Dharma sia astratto e difficile da capire per le persone ordinarie. Le nostre illusioni ci rendono difficile vederci come siamo realmente e non siamo intenzionati ad accettare il nostro bisogno del Dharma. Sono stati Shakra Devendra Indra e il Grande Brahma che andarono da Shakyamuni e lo convinsero di sforzarsi nell’insegnare il Dharma. Lo stesso fanno con tutti i Buddha appena risvegliati.
Adelaide Shin Buddhist Dojo


Brahma Sahampati

Nel Buddhismo è una tipologia di numerose divinità passionali. […] Ci sono numerosi Brahma nominati nei testi buddhisti, uno di questi è Brahma Sahampati, la divinità che fu presente invisibile, quando il Buddha ottenne l’Illuminazione e quando poi meditò a Uruvela, e lo incoraggiò a insegnare il Dharma. […] È la reincarnazione di un monaco chiamato Sahaka, che fu nel sangha del Buddha Kasyapa. Il Samyutta Nikaya (il terzo delle cinque raccolte del Sutta Pitaka – uno delle tre parti che compongono il Tripitaka del Buddhismo Theravada) contiene dei versi che si dicefossero proferiti da Brahma Sahampati, quando, insieme a Shakra, accompagnava il Buddha. Presenziò anche alla morte del Buddha e versi a lui attribuiti sono presenti nel Mahaparinibbana-sutta (il più lungo sutra del Canone Pali, che riguarda la morte del Buddha, e fa parte del Digha Nikaya, parte del Sutta Pitaka). Wikipedia





Shakra (Indra)

Eroe Indù, dio; devoto buddhista Shakra (Sakka, in Pali), anche conosciuto con il nome di Indra,  il re dei deva (dei) nell’Induismo e nel Buddhismo. Indra era la più notevole divinità del pantheon Vedico, un grande dio guerriero che brandisce le saette, guida i deva in battaglia contro i demoni e governa dei e uomini. È stato incorporato nel Buddhismo come Shakra, un sovrano benevolente dei cieli, dove risiede in un palazzo celestiale e osserva ciò che succede sulla terra. La storia della conversione di Shakra al Buddhismo è raccontata nella scritture Pali, quando egli mette in dubbio il Buddha ed è vinto dal suo insegnamento morale e religioso. Da quel momento in poi, sebbene Shakra mantenga la gloria e gli emblemi della reggenza divina nella leggenda e arte buddhiste, egli diventa un fedele e gentile devoto del Buddha. Nell’arte è spesso rappresentato con un elaborato copricapo regale, a cavallo del suo elefante reale Airavata, mentre fa un gesto in segno di omaggio e servizio al Buddha. È conosciuto in Asia come un modello di sovranità e un guardiano delle divinità Buddhiste. In certi periodi, i re e gli imperatori nel sued-est asiatico hanno affermato la propria identità con lui, per poter conferire santità ed eminenza al loro ruolo.
Shakra è stato presente in molti dei momenti cruciali della vita del Buddha Shakyamuni. In alcune biografie del Buddha, Shakra era presente alla nascita di Siddharta Gautama. […] Quando il bambino emerse dal lato di Maya (sua madre), fu accolto in un pezzo di tessuto nelle braccia di Shakra. Quando Siddharta fece le sua grande rinuncia (al mondo), i capelli che lui si tagliò volarono via e furono raccolti da Shakra che li mise in un cesto ingioiellato nel suo paradiso (Tr?yastri??a, collocato in cima al Monte Sumeru, il più alto dei cieli in contatto con la Terra – Wikipedia), presiedendo così il primo culto delle reliquie. Shakra fu anche presente al momento dell’illuminazione di Siddharta, al suo primo sermone e al suo finale passaggio nel Nirvana.

[…] Come tutti i deva, sebbene abbia una vita di durata lunghissima, non è immortale e quando muore, il suo posto viene preso da qualcuno di grande merito.
[…] In alcuni testi Mahayana si trova l’utilizzo della metafora “la rete di Indra” per descrivere la verità buddhista dell’interdipendenza mutuale di tutte le cose. La rete ha gioielli ai nodi ed ogni gioiello riflette l’immagine di ognuno degli altri gioielli in un infinito gioco di riflessi.

Phyllis G. Jestice, Holy people of the World: A cross cultural Encyclopedia, vol. 1 (Amazon)


La divinità Indra, Nepal, Kathmandu Valley, 16° sec. bronzo dorato con gemme


Statua di Taishakuten Kizo, Tesoro Nazionale Giapponese


Rappresentazione di Brahma




Laura Silvestri

Liceo linguistico. Scienze della Comunicazione. Co-fondatrice di Myo Edizioni. Per l'etichetta gestisce l'intera parte grafica e le traduzioni.

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