Migliaia di candele: citazione del Buddha vera o falsa?




Qualche tempo fa volevo postare l’immagine qui sopra sull’account Instagram di Myo Edizioni. Cercando una citazione del Buddha che fosse inerente a lampade/torce/luce, sono incappata, come forse sarà capitato spesso anche a voi, nella seguente citazione:

Migliaia di candele possono essere accese da una sola candela, senza che questa ne risulti intaccata. La felicità non diminuisce quando viene condivisa.

Mi sono chiesta se fosse una citazione “affidabile” e ho trovato un interessante articolo di Bodhipksa. Di seguito la traduzione.


“Migliaia di candele possono essere accese da una sola candela, senza che questa ne risulti intaccata. La felicità non diminuisce quando viene condivisa.”

di Bodhipksa
Fake Buddha Quotes

Traduzione: Laura Silvestri

Da principio ho pensato che fosse una citazione falsa, ma in realtà ha un’origine canonica, per quanto pesantemente modificata. In un testo cinese conosciuto come il Sutra delle 42 Sezioni c’è il seguente passaggio:

10. Il Buddha disse: “Coloro che gioiscono nel vedere altri seguire la Via otterranno grande benedizione.”
Uno Sramana chiese al Buddha: “Questa benedizione può essere distrutta?”
Il Buddha rispose: “è come una torcia accesa la cui fiamma può essere distribuita a così molte altre torce che le persone possono portare; e con esse le persone potranno cucinare cibo e disperdere l’oscurità, mentre la torcia originale continua a bruciare nello stesso modo. Allora stesso modo è la benedizione della Via.

Le esatte parole “Migliaia di candele possono essere accese da una singola candela e la vita della singola candela non sarà accorciata.” deriva da un libro giapponese sul Buddhismo intitolato “The Teaching of Buddha”. Questo libro contiene traduzioni di sutra buddhisti, ma include anche molti commentari esplicativi, di cui questa frase fa parte. La versione completa dice:

“Un atto compiuto per rendere qualcuno felice ispira l’altro a rende qualcun altro ancora felice e in questo modo la felicità cresce e abbonda. Migliaia di candele possono essere accese da una singola candela e la vita della singola candela non sarà accorciata. La felicità non diminuisce nell’essere condivisa. Coloro che ricercano l’Illuminazione devono stare attenti a ciascun passo. Non importa quanto possa essere grande l’aspirazione, essa [l’Illuminazione, n.d.t.] deve essere ottenuta un passo alla volta. I passi del cammino che conduce all’Illuminazione devono essere fatti nella nostra vita di tutti i giorni.”

Questa sembra, in parte, una parafrasi della sezione 10 del Sutra delle 42 Sezioni. Non è la sua esatta traduzione, ma è piuttosto simile. Certamente sembra preservarne il significato e l’immagine, anche se l’esatta formulazione è stata leggermente modificata.

[…]

Il Sutra delle 42 Sezioni si dice sia una raccolta da fonti indiane. Secondo la leggenda, l’Imperatore Ming inviò una delegazione verso ovest, alla ricerca degli insegnamenti del Buddha. La delegazione incontrò Kasyapa-Matanga e Dharmaraksha in India che furono portati in Cina insieme a molti sutra. Il Sutra delle 42 Sezioni è uno dei sutra che hanno tradotto.

Non sono a conoscenza di alcun testo in Pali (o sancrito) corrispondente alla Sezione 10. Questo non vuol dire che non esista un originale. ovviamente, ma solo che sono necessarie ulteriori ricerche.

Il Buddha parlò effettivamente di lampade (non so se anche di candele) e disse cose tipo:

È come una lampada che brucia a causa del petrolio e dello stoppino, e se il petrolio e lo stoppino finiscono, la fiamma è estinta attraverso la mancanza di nutrimento. Similmente questo monaco sa: ‘Dopo la dissoluzione del corpo, quando la vita finisce, tutte queste sensazioni finiranno perché non avranno più nutrimento, già in questa vita ”
[Samyutta Nikaya, 36.7, Gelañña Sutta – Nella stanza dei malati – canonepali.net]

Come si può vedere non è molto sintetico o facile da usare come citazione.

Un po’ più facile è:

“Come una fiamma spenta dalla forza del vento / si estingue / e non può più essere identificata, / così il saggio libero dal nome / estinguendosi / non può più essere identificato.”
[Khuddaca, Sutta Nipata 5.6 – canonepali.net]

Ma questa è po’ più difficile da comprendere.

Un insegnamento successivo, Le domande del re Milinda, ha un’analogia simile non in riferimento alla felicità, ma all’insegnamento della rinascita:

Il re disse: “Dove non vi è trasmigrazione ci può essere rinascita, Nagasena?”
“Sì, o re.”
“Ma come può esservi? Datemi un esempio.”
“Immaginate un uomo, o re, che accenda una lampada da un’altra lampada, può essere che la prima trasmigri da, o nella seconda?”
“Certo che no.”
“Proprio così, grande re, vi è rinascita senza trasmigrazione.”
[Khuddaka, Milndapranha, III.5.5 – canonapli.net]

In questa citazione non è il Buddha a parlare, ma è la cosa più simile alla citazione in questione che ho trovato.




Laura Silvestri

Liceo linguistico. Scienze della Comunicazione. Co-fondatrice di Myo Edizioni. Per l'etichetta gestisce l'intera parte grafica e le traduzioni.

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