Leonard Cohen e lo Zen

Gli chiesi allora quando pensava fosse iniziato il “Futuro”. Rispose: “Hai presente quelle pitture rupestri nelle grotte spagnole? Siamo sempre quelli, da allora non siamo cambiati poi granché”.

Dopo l’album “The Future” Leonard Cohen si ritirò in montagna, in un monastero zen in California. Ci rimase quasi sei anni, tornò con un quintale di carta (“Dentro c’erano canzoni per due album e un libro”).

E spiegò come Roshi, il suo maestro zen, l’aveva cambiato:

“Cucinavo per lui, ero il suo attendente. Lui non parla bene inglese, la conversazione era elementare, nessuna grande idea, nessun concetto complesso. Gli portavo la cena, lui diceva: “Questo ristorante buono”. Sono suo amico da trent’anni, nel 1993 pensai che fosse il momento di passare un po’ di tempo con lui. Sono andato nel suo monastero, gli sono stato vicino, poi, senza traumi, gli ho chiesto il permesso di tornare alla mia altra vita. Ho indossato l’abito del monaco ma non ho mai cercato una nuova religione, sono sempre stato felice della mia. Quella era la forma che il mio maestro aveva scelto: per studiare con lui era appropriata e direi naturale. Ma nello zen non c’è affermazione né negazione di Dio, e dunque non c’è mai stato alcun conflitto con la mia vecchia religione”.

Fonte: La Stampa


Leonard Cohen sul monte Baldy – il Documentario

Penso che nessuno sappia perché fa le cose che fa. Se fermi qualcuno nella metro e chiedi, “Dove stai andando – nel senso più profondo del termine?” non ti puoi davvero aspettare una risposta.
Leonard Cohen, all’autore Pico Iyer, Aprile 1998

Il legame tra Leonard Cohen e il Buddhismo Zen era un legame duraturo, regalo del suo amico di lunga data e maestro Roshi, Kyozan Joshu Sasaki, morto nel 2014 all’età di 107 anni.

Il seguente documentario di Armelle Brusq del 1996 mostra la routine del cantautore e monaco zen al Centro Zen sul Monte Baldy, fuori Los Angeles – lo vediamo lavorare in cucina e aiutare il suo maestro e amico, che al tempo del documentario aveva 90 anni.

Queste le canzoni presenti nel documentario:

  • Waiting for The Miracle
  • Teachers
  • A Thousand Kisses Deep
  • Democracy
  • The Future
  • Suzanne
  • Dance Me to the End of Love
  • Closing Time
  • Never Any Good

Fonte: OpenCulture


Pico Iyer e il suo incontro con Leonard Cohen presso il Centro Zen sul Monte Baldy

Pico Iyer, autore di numerosi articoli su Shambala Sun ricorda il suo incontro con il cantautore canadese, nel suo discorso tenuto all’Università della California del Sud, del 2015.

Mi ci volle un po’ per realizzare che questo monaco vestito semplicemente era il mio eroe da uando ero ragazzino.” dice Iyer “Ho incontrato un sacco di persone interessanti nei miei trentadue anni da giornalista e non ho mai incontrato qualcuno così pieno di grazia, umile e articolato.”

Fonte: Lion’s Roar

Laura Silvestri

Liceo linguistico. Scienze della Comunicazione. Co-fondatrice di Myo Edizioni. Per l'etichetta gestisce l'intera parte grafica e le traduzioni.

3 pensieri riguardo “Leonard Cohen e lo Zen

Rispondi