Digital Dharma, documentario su E. Gene Smith su Vimeo




E. Gene Smith, nato nel 1936 e mancato nel 2010, è stato un grande patrimonio dell’umanità. Originario di una famiglia di mormoni, che traccia le origini del suo nome niente meno che dal fratello maggiore del fondatore del Mormonismo, Joseph Smith, in giovane età si convertì al Buddhismo, dedicandosi successivamente allo studio di questa religione e della cultura tibetana, viaggiando e risiedendo in India e Nepal e approfondendo lo studio del Pali e del Sanscrito.

Nel 1999 fondò, insieme ad un gruppo di amici, il TBRC (Tibetan Buddhist Resource Center) per digitalizzare l’intero corpus della letteratura tibetana. Il TBRC è un’organizzazione no-profit per la preservazione e la catalogazione della letteratura Tibetana, rendendo accessibile la vasta collezione di libri di Smith a tutti – studiosi, appassionati, ricercatori e rifugiati tibetani. Nel 2009 aveva digitalizzato più di 12.000 volumi, grazie ad uno staff di collaboratori, ingegneri, tecnici e studenti da nazioni molto diverse, come Stati Uniti, Tibet, India, Bhutan e Nepal. Il “catalogo” comprende inoltre più di 300.000 documenti bibliografici, biografici e geografici, mappandoli nei testi della libreria.

Nel 2012 era stato realizzato un documentario sulla vita di questo grande studioso, intitolato Digital Dharma. Si tratta di un viaggio epico, in grado di superare i confini geografici, politici e filosofici e che “dimostra come la missione di un uomo è diventata il catalizzatore per un movimento internazionale per fornire libero accesso alla storia di una popolazione.”

https://vimeo.com/241025523

Ora questo film è disponibile online: su Vimeo infatti è possibile affittarlo (a poco più di 5 ) o acquistarlo (poco più di 11 ).




L’esistenza di gran parte della letteratura tibetana buddhista era stata messa a repentaglio dalla Rivoluzione Culturale Cinese, al tempo dell’invasione del Tibet nel 1950. Nonostante infatti molti dei fuggitivi siamo riusciti a esportare alcuni libri, la gran parte andò persa a causa della distruzione di monasteri, biblioteche e collezioni private.

La ricerca di Smith iniziò a causa di mancanza di libri su cui studiare. Al tempo del suo dottorato presso l’Università di Washington, lo studio infatti era reso difficoltoso dalla mancanza di libri tibetani, ricorderà Smith nel 2002. Il lama Deshung Rinpoche, con cui Smith collavorava, gli disse: “Vai e trovali. Trova i libri importanti e poi pubblicali.”

Dopo aver effettuato studi approfonditi su Sanscrito e Pali presso l’Università di Leiden, Oldanda, Smith andò in India ove studiò con diversi lama in esilio. Lavorò presso la Library of Congress a Nuova Deli e ne diventò direttore. Raccolse tutti i libri tibetani che riuscì per la Library, cercando rifugiati tibetani in India, Nepal e Bhutan. Si guadagnava la loro stima e i libri che raccoglieva potevano essere manoscritti o stampati nel modo tradizionale su tavolette di legno. Alle volte, la copia di cui veniva in possesso era l’unica esistente al mondo.

Così iniziò a ristampare questi volumi, riportandoli alla luce. Un grande aiuto in questo, venne dal programma americano Public Law 480, che attraverso l’acquisto di derrate agricole in moneta locale nei paesi di sviluppo, permetteva di raccogliere fondi che poi gli Stati Uniti investivano in progetti umanitari.

“Senza la sua visone, molti di noi che operano in questo campo non farebbero ciò che stanno facendo.” ha affermato Leonard van der Kuijp, professore di studi del Tibet e dell’Himalaya di Harvard.

Fonti: New York Times




Laura Silvestri

Liceo linguistico. Scienze della Comunicazione. Co-fondatrice di Myo Edizioni. Per l'etichetta gestisce l'intera parte grafica e le traduzioni.

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