Come invocare il Sacro Daimoku – Audiobook

Questa settimana Myo Edizioni ha pubblicato l’audiobook del libro di Massimo Claus “Come invocare il Sacro Daimoku – Manuale Tecnico per l’Invocazione”.

Ieri Myo Edizioni ha pubblicato la clip promozionale dell’audiobook, un intero capitolo: “Il timbro di voce”.




In questo capitolo Massimo Claus fornisce alcuni consigli su come riuscire ad invocare il Daimoku senza “scontrarsi con i problemi fisici” e i “numerosi problemi che vanificano il piacere stesso dell’Invocazione”.

Solitamente, infatti, “quando si canta il Daimoku si tende a snaturare il proprio timbro della voce” e “ciò causa uno dei disturbi più frequenti negli oratori: il mal di gola”. Da qui l’importanza di un capitolo su come “gestire” la propria voce durante l’invocazione di Nam Myoho Renge Kyo.

 

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La cosa interessante è che i consigli forniti da Massimo Claus sono validi non solo per l’invocazione del Daimoku, ma di qualsiasi mantra: il libro infatti non tratta “temi dottrinali”.

Uno dei consigli infatti è prima di tutto di fare caso alla propria voce: “dovete considerare la voce” scrive Claus nel testo “come un muscolo che ha bisogno di scaldarsi per funzionare appieno, altrimenti può essere pericoloso.” Questo rientra nell’abitudine di imparare ad ascoltarsi (nell’invocazione come nella vita, aggiungeremmo): giocando con l’ascolto della propria voce e portando l’attenzione ai suoni prodotti, darà la possibilità al praticante di sentire il proprio umore e migliorare la qualità dell’invocazione regalando “davvero un momento mistico che vi appagherà notevolmente”.

Sentire il proprio umore e migliorare la qualità dell'invocazione del #Daimoku Condividi il Tweet

Per tutti gli altri consigli, vi lasciamo qui sotto il video promozionale del capitolo “Il timbro di voce” del libro “Come invocare il Sacro Daimoku”. La musica di sottofondo è estratta dal CD “A Heart lost in Japan” di Massimo Claus.
Sotto al video trovate il testo dell’intero capitolo.

Il libro “Come invocare il Sacro Daimoku”
è disponibile anche in versione cartacea.

 

Il timbro di voce

Capitolo dal libro“Come invocare il Sacro Daimoku” di Massimo Claus

Avete mai fatto caso al timbro della vostra voce? Provate ad ascoltarvi e portate la vostra attenzione alla pronuncia delle parole. Sforzate la voce quando parlate o il vostro tono di voce vi consente di parlare senza sgolarvi o sforzare in alcun modo la gola?

Solitamente quando si canta il Daimoku si tende a snaturare il proprio timbro della voce. Sarà perché siamo sempre portati ad imitare, sarà che alzando il timbro ci sembra di essere più presenti, fattostà che ciò causa uno dei disturbi più frequenti negli oratori: il mal di gola. Ho conosciuto anche persone che hanno smesso di Invocare il Daimoku, perché rimanevano senza voce o il mal di gola li indisponeva a tal punto da rinunciare.
Può sembrare una cosa di poco conto, ma vi assicuro che non lo è affatto. Gridare non è rilassante nemmeno per pochi minuti, figurarsi se lo facciamo per delle ore!

Quindi il timbro della voce è di fondamentale importanza. Spesso si parte subito a spron battuto, infischiandosene se la propria voce è pronta per una vera e propria maratona. Dovete considerare la voce come un muscolo che ha bisogno di scaldarsi per funzionare appieno, altrimenti può essere pericoloso. Dopo aver controllato il vostro timbro di voce, facendo attenzione che l’altezza sia la vostra solita, riscaldate la voce durante il Sansho – ossia i tre Daimoku rallentati – ascoltando bene il timbro.

Fatto questo, incominciate l’Invocazione cercando di non sforzare in alcun modo l’uscita della voce. Poco importa se non riuscirete a pronunciare in modo udibile tutti i suoni, l’importante è che non sforziate in alcun modo. Continuate così per qualche minuto e via via che il tempo passa, noterete che la vostra voce tende a scaldarsi e ad equilibrarsi al tono dell’Invocazione, permettendovi di mantenere agevolmente il vostro timbro vocale.

Fate molta attenzione a come i suoni escono dalla vostra bocca. Non dovete produrre il minimo sforzo, così come quando parlate tranquillamente con qualcuno. Non preoccupatevi come vi dicevo, se all’inizio il non sforzarvi vi sembrerà uno sforzo ancora maggiore. Pazientate e vedrete di lì a poco come tutto andrà per il meglio. Imparate ad ascoltarvi. Giocate con l’ascolto della voce, notando le vostre inflessioni: in questo modo avrete la possibilità di sentire anche il vostro umore. Quando siete tristi il vostro Daimoku tende ad essere tremolante e non preciso, lo stesso avviene quando avete dei pensieri e non siete concentrati su ciò che fate. Portare l’attenzione ai suoni che producete vi permetterà di migliorare la qualità del vostro Daimoku e distraendovi dai vostri pensieri, sarà davvero un momento mistico che vi appagherà notevolmente.
In oriente dicono che il miglior modo per far quetare i pensieri è quello di concentrarsi sull’udito. Fate vostra questa saggezza orientale e provate. Logicamente le prime volte sarà più difficoltoso, ma il vostro impegno sarà certamente premiato se solo riuscirete ad impegnarvi.

Il grande Maestro Nissen Shonin ha detto:

L’Odaimoku è il farmaco migliore e lo si assume tramite l’ascolto del suono della voce che lo invoca con cura davanti al mandala-Gohonzon. Invocate l’Odaimoku nel raccoglimento e con fervore ed ascoltatelo con attenzione. Questo modo di praticare il Dharma risulterà indubbiamente diffcile all’inizio, ma grazie alla perseverante invocazione, chi lo farà ne riceverà grandissimo benefcio. Il Sutra del Loto spiega: ‘È grazie alla recitazione dell’Odaimoku che le persone saranno salvate da grandi sofferenze e angosce.’

 




Laura Silvestri

Liceo linguistico. Scienze della Comunicazione. Co-fondatrice di Myo Edizioni. Per l'etichetta gestisce l'intera parte grafica e le traduzioni.

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