Sange

Tempo di lettura: 7 minuti




sutra-meditazione-samantabhadraRecentemente Myo Edizioni ha pubblicato il “Sutra della Meditazione sul Bodhisattva Samantabhadra”.

Il Sutra fa parte del così chiamato “Triplice Sutra del Loto”, composto dal “Sutra degli Innumerevoli Significati”, il “Sutra del Loto” e appunto il Sutra di Samantabhadra. Come indica la presentazione che potete leggere qui  è incentrato sui riti di pentimento:

Il Buddha disse ad Ananda: “Ascoltatemi attentamente! Ascoltatemi attentamente, meditate e ricordate! In passato, sul monte Gridhrakuta e in altri luoghi, il Tathagata ha già ampiamente spiegato la via dell’unica realtà. Ma ora, in questo luogo, io predicherò la Legge che ho custodito, per coloro del tempo a venire che vorranno praticare la suprema Legge del Grande Veicolo e per coloro che vorranno conoscere le opere di Virtù Universale e seguirle. Sia che abbiate già visto o no Virtù Universale, ora vi spiegherò i passi da seguire per ridurre il numero dei vostri peccati.
[Sutra della Meditazione sul Bodhisattva Samantabhadra, p. 8]

Samantabhadra è citato anche nel libro La nostra vita nel Sutra del Loto del quale potete ascoltare un estratto nel seguente video.

Tornando al “Sutra della Meditazione sul Bodhisattva Samantabhadra”, nel buddhismo la pratica di pentimento è descritta con la parola sange.

Ecco quindi un approfondimento su questo termine e come viene interpretato nel Buddhismo.


San significa “dispiacersi”, “sentire rimorso”, “pentirsi” o “confessare peccati”. Ge significa “avere rimorso”, “dispiacersi” o “pentirsi”, ma può anche significare qualcosa per cui ci dispiaciamo, vale a dire “errore” o “crimine”. Perciò sange può essere interpretato sia come una combinazione del significato dei due verbi “pentirsi” o come “pentirsi degli errori”.

Verse of Repentance (Sangemon)


Sange (Giapponese) – rimorso, confessione, pentimento. Il sincero riconoscimento di tutto ciò che è sbagliato in sé e l’accettazione del proprio karma passato. Sange è la vera fonte dell’umiltà religiosa e la principale porta per l’illuminazione.

Order of Buddhist Contemplatives


Consapevolezza della Colpa e Pratica della Confessione nel Buddhismo Giapponese

di Heinrich Dumoulin
[1905-1995; teologo gesuita, autore sul tema dello Zen largamente pubblicato e professore di filosofia e storia all’Università Sophia di Tokyo, della quale era Professore Emerito; fondatore dell’Istituto delle Religioni Orientali e direttore del Nanzan Institute per la Religione e la Cultura]

Gli atti e i riti religiosi per esprimere consapevolezza della colpa e confessione del peccato fanno parte degli elementi originali della religione buddhista. I documenti appartenenti al canone Pali disegnano un’immagine chiara del rito di confessione praticato nelle comunità buddhiste degli inizi. I tre elementi che possono essere riconosciuti in questo rito, vale a dire consapevolezza del peccato, confessione degli errori e purificazione, si trovano, con enfasi variabile, in tutte le pratiche buddhiste di pentimento, specialmente anche nei riti di pentimento svolti nel Buddhismo Giapponese.

Le due espressioni giapponesi più importanti per i riti di pentimento, keka (termine iniziale) e sange (termine successivo di più largo uso), in contrasto con la pratica indiana che enfatizza la confessione e la richiesta del perdono, puntano l’attenzione sul pentimento. Il termine cino-giapponese sange, tuttavia, include tutti e tre gli elementi sopra citati. Le cronache giapponesi riportano un gran numero di cerimonie di sange che fin dal principio erano condotte con solennità a corte o nei templi. Di regola, essi fanno riferimento ad uno dei grandi Sutra Mahayana e sono rivolti a numerosi Buddha o Bodhisattva.

I riti di sange Mahayanici del Buddhismo Giapponese differiscono sia nel rituale che nell’intento dalla pratica della confessione condotta delle comunità buddhiste originali. Esse sono principalmente interessate alla peccaminosità dell’essere umano nella sua totalità. Il buddhismo giapponese degli inizi era principalmente modellato dalla potente scuola Tendai e i preti Tendai furono i principali promotori dei rituali di sange per diversi secoli. La dottrina Tendai del pentimento, intimamente connessa al vasto sistema dottrinale della scuola Tendai, distingue fra il pentimento fenomenale [inteso legato ai fenomeni, NdT], condizionato (jisan) e il pentimento assoluto e incondizionato (risan). Il pentimento fenomenale riguarda i fenomeni di questo mondo di trasmigrazione, che sottostà alla legge del Karma. Il pentimento riguardante la natura assoluta della realtà, spesso chiamato “Grande Pentimento” (dai-sange) o “Sublime Pentimento” (shogon sange) è spiegato nel senso della metafisica monistica dei sutra del Mahayana.

L’attuale svolgimento del rituale di sange mostra chiaramente il carattere religioso della pratica. Al centro della cerimonia c’è la recitazione del “Testo di Pentimento” (sange-mon). Il sange è pronunciato di fronte a tutti i Buddha e i Patriarchi. I testi di pentimento, eccetto il ripetuto impegno di non commettere in futuro gli atti cattivi compiuti in passato (che implica il riconoscimento della responsabilità personale), non contiene una chiara dichiarazione riguardo la consapevolezza della colpa personale. L’intensità dell’atto di pentimento, comunque, insieme alla gestualità solenne dell’umile devozione durante il rito di sange sembrano mostrare il coinvolgimento personale.

A parte i riti di sange, molte altre pratiche devozionali svolte dai buddhisti giapponesi sono state manifestazioni di un serio spirito di pentimento fino al giorno d’oggi. Per questo i contemporanei discepoli del Buddhismo Zen raccontano le loro pratiche di sange durante il periodo degli esercizi Zen chiamati sesshin.

Nel Buddhismo di Amida, il rito di sange, sebbene non sia mancante, è eclissato dalla fiduciosa invocazione del nome del Buddha Amida, il così chiamato nembutsu. Comunque, “l’invocazione del Nembutsu con fede implica il pentimento per i peccati del passato e il desiderio di evitarli in futuro.” (Charles Eliot)

Fonte: PRCEEDING OF THE XIth INTERNATIONAL CONGRESS OF THE I.A.H.R. VOLUME II

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *