Ogni fatto naturale è simbolo di qualche fatto spirituale

Tempo di lettura: 2 minuti

Testo estratto da 52 Blue di Leslie Jamison [eng]
Citazioni estratte da Natura di R.W. Emerson (1836) [ita]


Nel 1894 un ricco astronomo amatore di nome Percival Lowell costruì un telescopio a Flagstaff, Arizona (USA). Passò i seguenti vent’anni a guardarci dentro, trovando cose che nessun altro riusciva a vedere: una serie di canali che si stendevano dai poli di Marte, una rete di raggi che si irradiavano da un fulcro su Venere. Prese entrambi questi fenomeni come segni di civilizzazione extra-terrestre. Venne deriso. Continuò a vedere i canali e i raggi. Insisté. Anni dopo, un ottico risolse il rompicapo: i settaggi del telescopio di Lowell … significavano che stava proiettando l’interno del suo occhio sui pianeti che stava guardando. I raggio di Venere erano ombre dei suoi vasi sanguigni, gongi per l’ipertensione. Non stava vedendo altra vita, stava osservando la traccia del suo stesso sguardo.

Il mondo naturale si è sempre offerto come schermo delle proiezioni umane. I Romantici lo chiamavano la fallacia patetica (consiste nel trattare oggetti inanimati o concetti come se fossero esseri umani, per esempio, avere pensieri o sentimenti). Ralph Waldo Emerson la chiamava il “rapporto fra cielo e terra”. Proiettiamo le nostre paure e le nostre brame su tutto ciò che non siamo – ogni bestia, ogni montagna – e in questo modo li rendiamo in qualche modo parenti, consanguinei. È un atto di umiltà, bramosia e pretesa allo stesso tempo.

“Ogni fatto naturale è simbolo di qualche fatto spirituale.” scriveva Emerson. “Ogni aspetto della natura corrisponde a qualche stato mentale.”

Per Emerson, queste corrispondenze offrivano una sorta di completamento: “Tutti i fatti nella storia naturale presi per se stessi non hanno valore, sono sterili, come un singolo sesso.” Messa in modo crudo: è la proiezione umana che feconda l’uovo. Non solo dona significato al corpo “sterile” della storia naturale, ma offre anche sostegno all’uomo: “Il suo rapporto con il cielo e con la terra” scrisse Emerson “diventa parte del suo cibo quotidiano.”

La celebrazione di Emerson di questo processo non nasceva senza interrogativi. “Dunque gli oggetti naturali ci assistono nell’espressione di particolari significati.” scrisse “Ma quale linguaggio straordinario per esprimere informazioni così insignificanti! … Siamo come viaggiatori che usano le ceneri di un vulcano per cuocere le uova. … Le montagne, le onde e i cieli non hanno altro significato di quello che consapevolmente attribuiamo loro quando li usiamo come emblemi del nostro pensiero?”

Offriamo animali e montagni come sacrifici rituali sull’altare della metafora.

“… ciò che è materiale è sempre degradato di fronte allo spirituale.” scrisse Emerson. Egli pensava che noi abbiamo “trasferito la natura nella mente, e lasciato la materia come un cadavere reietto.” … C’è un po’ di violenza in questa alchemia, ma anche un po’ di bellezza. Emerson comprese entrambi i lati di questo dilemma:

“Ogni spirito costruisce per se stesso una casa e oltre alla sua casa un mondo, e oltre al suo mondo un cielo. Considera dunque che il mondo esiste per te. Perché tu sei il fenomeno perfetto. Possiamo vedere solo ciò che siamo.”

Calligraphy by Natalie_Rahhal
“Provare troppo stupore per la natura che abbiamo inventato ci impedirà di vedere la natura nella quale effettivamente viviamo.” (Calligrafia di Natalie Rahhal)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *