Tu non hai niente

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Nessun uomo è schiacciato dalla sfortuna a meno che non sia prima stato ingannato dalla fortuna.” – Seneca

Articolo originale: You Have Nothing (di Charlie Amber) [ENG]
Traduzione: Laura Silvestri

Nei flussi e riflussi della natura spesso facciamo esperienza di periodi di profonda felicità e eccitamento. Questa è la vita. Questi periodi sono di solito bilanciati da periodi di relativa stagnazione o anche sofferenza. Anche questo fa parte della vita. Alla base di questi stati c’è un nucleo pacifico. Questo nucleo è sempre presente, ma spesso lo dimentichiamo a favore della positiva eccitazione o del negativo covare.

Finiamo soprattutto nei guai quando attribuiamo a noi stessi la nostra buona fortuna. È importante lavorare sodo e fare tutto ciò che puoi per vivere la vita appieno, ma quando inizi ad associare il tuo ego ai tuoi raggiungimenti, allora fraintendi il tuo scopo nel mondo. Noi non possediamo nulla, tutto ciò che cogliamo è nostro solo temporaneamente. In quanto tale, dovremmo essere grati per tutto ciò che incontriamo e comprendere che non dobbiamo ringraziare noi stessi per i nostri raggiungimenti.
Non essere ossessionati da motivazioni esterne ci aiuta a sfruttare al meglio il duro lavoro. Condividi il Tweet
Questa è la difficoltà per la mente ambiziosa – vuole sempre afferrare la prossima cosa, il raggiungimento più importante, l’obiettivo più grande e per questo non è mai soddisfatta. Coloro che sembrano rincorrere la soddisfazione sono spesso più distanti dal trovarla rispetto a coloro che semplicemente oziano o hanno un atteggiamento parassitario, precisamente perché puntano il livello di difficoltà per la vita al massimo livello. Pescare pesci in un barile è facile, la pesca d’alto mare richiede pazienza e acume – e fortuna. Fare un passo indietro e non essere ossessionati da motivazioni esterne ci aiuta a sfruttare al meglio il duro lavoro e l’ambizione.

Se hai intenzione di correre dietro a obiettivi e soddisfazioni mondane, fallo con la comprensione che tu sei ciò che sei a dispetto del tuo status. Le persone che raggiungono grande ricchezza, fama o plausi spesso dimenticano chi loro siano quando non hanno niente. Dobbiamo ricordarci chi siamo quando non abbiamo niente perché quello è ciò che realmente siamo. Le persone si chiedono perché raggiungono i sogni più impensati e si trovano miserabili – questo succede perché dimenticano il loro vero sé.
La meditazione ci aiuta ad accedere a questo vero sé – esso è oltre il nostro ego e oltre il mondo… Condividi il Tweet

La meditazione ci aiuta ad accedere a questo vero sé – esso è oltre il nostro ego e oltre il mondo materiale. Arrivare a conoscerlo meglio ci aiuta a rimanere con la testa sulle spalle sia che la vita “là fuori” sembri in crescita o in picchiata. Comprendere i limiti del nostro ego ci aiuta a conoscerci meglio e a non sopravvalutare i momenti di prosperità. Coloro che identificano se stessi basandosi sui loro possedimenti e raggiungimenti stanno commettendo una forma di suicidio nel quale rischiano di perdere il senso del loro sé nel caso queste cose esterne dovessero improvvisamente venire a mancare. Questo è il motivo per cui le persone impazziscono quando perdono il loro lavoro, il loro compagno/a o i loro risparmi. Dimenticano ciò che sono quando non hanno niente.

Non importa chi tu sia, immagina te stesso come un mero corpo. I monaci tibetani spesso meditano sulla propria morte e sulla decomposizione del proprio corpo, un modo per ricordare a se stessi che sono sulla Terra temporaneamente e niente di ciò che fanno o hanno può cambiare i fatti di vita e morte.

Quando facciamo pace con questo, siamo pronti per gestire qualsiasi cosa la vita ci butti addosso, in qualunque caso.

mano-arcobaleno

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