Musica techno al tempio buddhista

Il Buddhismo in Giappone ormai da diversi anni è in forte crisi, così i preti cercano di trovare sempre nuovi modi di attrarre le persone nei templi. Compresa la musica techno.



Da una ricerca di Asahi Shimbun ben 434 templi in Giappone hanno chiuso negli ultimi dieci anni e 12,065 templi buddhisti non hanno un monaco residente. Si pensa che un terzo dei templi buddhisti chiuderà entro il 2040. La prospettiva non è rosea e per combattere questo fenomeno nel corso degli anni sono state tante le iniziative per avvicinare i giovani ai templi buddhisti, c’è chi si è fatto aiutare dai manga chi dall’astronomia. L’ultima trovata sembra essere quella di sfruttare la passione dei giovani per la musica, in questo caso musica elettronica.

Fonte: electronicbeats.net

L’idea è del 49enne DJ diventato monaco Gyosen Asakura del Sho-on-ji, un tempio appartenente alla tradizione del Buddhismo della Terra Pura a Fukui, che ha pensato di offrire una cerimonia commemorativa diversa dal solito, che lui ha chiamato “Show-On-G”. L’evento combina i canti tradizionali buddhisti con un set di IDM (intelligent dance music) e tracce musicali di breakbeat di sua composizione.

Per quanto la visione di un monaco in l’abito tradizionale con le cuffie in testa dietro ad un mixer da DJ possa sembrare strana, le persone che hanno partecipato – sia giovani che meno giovani – hanno risposto con entusiasmo. Il padre stesso di Asakura, il precedente abate del tempio, si è mostrato favorevole all’iniziativa.

Fonte: tuku.club.china.com




L’uso delle luci è stato curato in particolar modo. La luce infatti è un elemento molto importante nella tradizione buddhista della Terra Pura, dato che il Buddha venerato è connotato dai due appellativi Amitabha (luce infinita) e Amitayus (vita infinita) e che la sua Terra Pura è pregna di luci di innumerevoli colori, come testimoniato nei sutra principali di questa tradizione.

 

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“In origine l’oro usato nei templi era la rappresentazione della luce del paradiso, ma comunque l’aspetto dei templi non è cambiato da 1000 anni, neanche dopo l’arrivo della corrente elettrica.” Per questo, dice, ha pensato all’uso della moderna tecnologia del 3D mapping, per riuscire a rendere un’immagine più accurata possibile di “come deve essere l’aspetto del Signore Buddha”. Questa scelta non deve tuttavia stupire: “Le persone usavano le tecnologie più all’avanguardia a loro disposizione per ornarele pareti dei templi con foglie d’oro.”

Per realizzare questo progetto Asakura si è fatto aiutare dalla piattaforma di crowdfunding Readyfor, racimolando 383mila yen (circa 3300 dollari). Spera di raccogliere ancora più fondi, per offrire un servizio ancora migliore. E’ possibile contribuire fino al 24 di febbraio QUI.

Asakura ha già tenuto 2 cerimonie in questa modalità e il video è stato registrato durante la funzione dello scorso ottobre. Il prossimo evento è fissato per il 3 maggio.

Fonti: Open Culture | Buddhistdoor | Thump




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