Messaggeri degli Dèi – I Cervi di Nara

Tempo di lettura: 7 minuti

di Noboru Ogata, Kyoto University (Hgeo)
Ultimo aggiornamento: August 25, 2016
Email: ogata.noboru.3c@kyoto-u.ac.jp


Traduzione: Laura Silvestri

Image credits: © President and Fellows of Harvard College





Intorno al 1000 a.C., Kyoto (Heian-kyo), al tempo la capitale del Giappone, viveva l’epoca d’oro della cultura classica, quando signore di corte come Sei-Shônagon e Murasaki-Shikibu produssero i loro capolavori letterari. Fujiwara Yukinari (conosciuto anche come Kôzei) era un nobile a quest’epoca e famoso per le sue calligrafie. Era anche vicino a Fujiwara Michinaga, la persona al potere al tempo, e registrava gli eventi di corte nel suo diario, intitolato Gonki. La seguente citazione include la prima menzione dei cervi di Nara.

Giorno 15 [1 mese, 3° anno dell’era Kankô] (15 febbraio 1006, cal. Giuliano): Alle 10 del mattino sono partito per [il santuario di] Kasuga. Mentre attraversavo Kowata [oggi la città di Uji], ha iniziato a piovere. Sono arrivato alla casa di Ninjô [a Nara; Ninjô era un monaco al tempio Kôfuku-ji] al tramonto, sotto la pioggia.
Giorno 16: mi sono purificato di mattina presto. Prima di visitare il Santuario, ho preso nota dei miei pensieri. Alla mia entrata nel Santario, un fagiano ha cinguettato. Durante la mia preghiera, un corvo si è appollaiato sul terzo tempio principale. Quindi, alla mia uscita dal Santuario, ho incontrato un cervo. Questi animali sono buoni auspici. Alle sei di pomeriggio, sono tornato a casa a Kyoto.
– da Gonki di Fujiwara Yukinari





Nella seguente citazione dal diario del 1112 di Fujiwara Munetada, c’è un riferimento particolare ai cervi.

Giorno 16 [6° mese, 3° anno dell’era Ten-ei] (11 luglio 1112, cal. Giuliano): sono andato a Nara per esaminare la posizione della pagoda del Santuario Kasuga che il Reggente [Fujiwara Tadazane] sta pianificando di costruire […]
Giorno 17: alle dieci del mattino, dopo essermi vestito, ho visitato Nan’en-do per offrire una candela e donare delle scritture. Poi ho ispezionato la pagoda del Tempio [Kofuku-ji] perché la pagoda in programma deve essere costruita sulla base di questa. Dopo aver chiamato Jakushû, il monaco carpentiere del Tempio, gli ho fatto prendere le misure della pagoda. Accompagnato dal capo del Tempio e molte altre persone, ho esaminato il luogo della futura pagoda all’interno della foresta del Santuario. Per poterlo far vedere al Reggente, ho segnato su una mappa alcuni luoghi adatti per la costruzione della pagoda senza dover tagliare alberi. Durante i nostri lavori, 40 o 50 cervi sono apparsi dalla foresta e dalla direzione del Santuario e hanno gironzolato insieme a noi. Dicendo che questo era veramente un buon auspicio e un segno degli dèi, i monaci del tempio hanno mostrato la loro felicità. Sono tornato al mio alloggiamento alle due di pomeriggio […]

Kujo (Fujiwara) Kanezane era un nobile appartenente al lignaggio della famiglia Reggente Fujiwara. Al tempo in cui visse, il governo della classe aristocratica a Kyoto era in declino a fronte dell’ascesa della classe dei guerrieri. Il suo diario, intitolato Gyokuyo, è famoso per fornirci i racconti della transizione dai tempi classici a quelli medievali e in particolare sulla Guerra Jishô-Juei (1180 – 1185; anche conosciuta come Guerra Gempei), combattuta fra i clan guerrieri Minamoto e Taira. La seguente citazione dal diario del 1117 riguarda un viaggio di due giorni per portare sua figlia alla prima visita al Santuario Kasuga e ad altri templi a Nara.

Giorno 26 [2° mese, 3° anno dell’Era Angen] (27 marzo 1177, cal. Giuliano): cielo sereno, poi nuvoloso nel pomeriggio. Con mia figlia siamo tornati a casa [a Kyoto] alle otto di sera. Oggi abbiamo prima visitato il Santuario alle quattro di mattina […]. Poi abbiamo visitato il Todai-ji e siamo tornati al nostro alloggio. Dopo aver pranzato, abbiamo lasciato Nara alle dieci. Durante il viaggio non abbiamo avuto problemi. Sebbene avesse piovuto due giorni fa, il tempo è stato sereno ieri e oggi. Inoltre, durante la nostra visita al Santuario, sono comparsi molti cervi nell’oscurità mattutina. Questi sono tutti segni degli dei e buoni auspici. Le persone dicono che quando si incontra un cervo bisognerebbe scendere dal carro e inchinarsi al primo di essi. Seguendo questo, il ragazzo [probabilmente il figlio di Kanezane, Yoshitsune] è sceso dal carro e si è inchinato [al cervo] […].
– da Gyokuyo di Kujo Kanezane

Dalla citazione soprastante, si comprende che i cervi che abitavano la foresta intorno al Santuario Kasuga erano venerati come messaggeri degli dèi nell’11° e 12° secolo. Dopo che Minamoto Yoritomo (il primo Shogun) sconfisse il clan Taira nella Guerra Jishô-Juei e stabilì il governo dei guerrieri a Kamakura nel 1185, Kanezane guadagnò una posizione più alta (Reggente) nel governo di Kyoto con il supporto di Yoritomo nel 1186. Come capo del clan Fujiwara, lavorò alla ricostruzione del Kofuku-ji, distrutto da un attacco guidato dai Taira nel 1181. La seguente citazione descrive un evento tenutosi durante la ricostruzione del tempio.

Giorno 22 [18° mese, 5° anno dell’era Bunji] (3 ottobre 1189, cal. Giuliano): Tempo sereno. Oggi sono andato a Nara per venerare il Bodhisattva [Fuku-kensaku Kannon] del Nan’en-do, e per ispezionare l’edificio del Tempio. Secondo il predecessore, il capo del clan dovrebbe visitare il Tempio subito dopo l’inizio della costruzione delle impalcature […]. Dopo essere entrato dal cancello ovest, ho camminato in giro, passando l’edificio temporaneo a nord-est e il sito del cancello di mezzo. Poi ho visitato la sala in mezzo. In quel momento un cervo è apparso da dentro la sala ed è corso verso ovest. È stato un evento così miracoloso che non riesco a descriverlo a parole. Sono rimasto sbalordito per un momento, poi ho unito le mani e mi sono inchinato al cervo. Tutti i presenti al rituale si sono commossi fino alle lacrime. Chiunque viaggi a Nara per visitare il Santuario sa che incontrare un cervo rappresenta un buon auspicio. Chiunque incontri un tale felice evento lo considera un segno. Generalmente l’incontro con i cervi è confinato sulle colline e alle zone selvatiche, perché questi animali tendono ad evitare gli umani. Sebbene l’area del Tempio fosse affollata dalle persone che stanno preparando il rituale da ieri, anche nella folla, e persino apparendo nella sala, un messaggero degli dèi ha mandato un segnale fortunato al capo del clan. Imbarazzato e deliziato allo stesso tempo, verso le mie lacrime. Nonostante la mia incompetenza, ho sempre venerato il Tempio e il Santuario. È questa la ragione per la quale ho incontrato questo miracolo?
– da Gyokuyo di Kujo Kanezane

Da un punto di vista più moderno, si può supporre che il “miracolo” era stato preparato dai monaci del Kofuku-ji per deliziare il loro padrone. È possibile immaginare che i cervi di Nara siano diventati domestici, come sono oggi, a quel tempo.

Estendendosi verso est da Nara, le Colline Kasuga sono state abitate dai cervi (cervi sika, Cervus Nippon) sin da tempi preistorici. Nell’VIII secolo quando Nara divenne la capitale del Giappone, la famiglia Fujiwara rese il Santuario Kasuga il loro santuario tutelare ai piedi del monte Mikasa, fra le colline. Dal momento che la fede Scintoista considera sacri gli elementi della natura come colline, rocce e alberi, il governo rilasciò il seguente decreto nell’841. Per quanto riguarda gli alberi, la foresta che ricopre le Colline Kasuga è conosciuta come la “Foresta Primordiale Kasugayama” e fa a parte dei “Monumenti Storici dell’Antica Nara”, incluso nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’UNESCO.

[1° giorno, 3° mese dell’8° anno dell’era Jôwa] (27 marzo 841, cal. Giuliano): Il governo proibisce di cacciare e il taglio degli alberi nelle sacre solline delle Grandi Divinità di Kasuga nella contea di Soekami, provincia di Yamato. L’autorità della contea ha la responsabilità di far applicare questo decreto.

La storia del Santuario Kasuga compilata nei tempi medievali afferma che Takemikazuchi-no-Mikoto, il primo delle quattro divinità del santuario, fu invitato da Kashima (prefettura di Ibaraki) e arrivò a cavallo di un cervo bianco nel 768. Per questo, il santuario e il Kofuku-ji, un tempio buddhista associato che deteneva il potere nella provincia di Yamato, iniziarono ad insistere sulla divinità dei cervi che abitavano le Colline Kasuga. Questi cervi furono rappresentati in dipinti religiosi come animali sacri cavalcati da divinità. Questi dipinti medievali sono generalmente chiamati Mandala Kasuga. Un altro esempio è stato un’immagine con storie chiamate Kasuga-Gongen-Genki-Emaki (Il Miracolo della Divinità di Kasuga), offerta al Santuario Kasuga nel 1309. Nell’immagine, furono dipinte meravigliosamente orde di cervi che girano intorno al santuario.

In seguito, i cervi di Nara furono protetti a stretto giro dalle autorità locali di tutte le epoche. Questa protezione a volte è stata eccessivamente stretta, come la pena di morte per l’uccisione di uno di essi. Padre Gaspar Vilela, un missionario gesuita portoghese che rimase in Giappone dal 1556 al 1570, scrisse il seguente rapporto.

Nel regno di Miyako [Kyoto] c’è una città densamente popolata chiamata Nara dove sorgono molti grandi e ricchi templi; ho trascorso lì alcuni giorni e visto tre incredibili cose degne di nota. Una è il grande idolo di metallo, grande quanto la torre del cancello di Evora […] La seconda cosa degna di nota in questo posto è l’orda di almeno tre o quattrocento cervi domestici che girano per la città. Appartenenti al tempio, pascolano nei campi e girano per le strane come fossero cani; sono venerati per via della loro connessione con il tempio e l’idolo. Chiunque uccida uno di questi cervi subisce la pena della morte, le sue proprietà sono confiscate e il suo lignaggio interrotto. Se un cervo muore per la strada, le persone intorno sono obbligate a riportarne la causa della morte; se non fossero in grado di farlo, pesanti punizioni gli verrebbero inflitte.
– Michael Cooper (1965) They Came to Japan, University of California Press, p. 282.

Nel 19° secolo, Kawaji Toshiakira, ufficiale governativo dello shogunato di Tokugawa a Edo (l’attuale Tokyo), era famoso per il suo talento diplomatico quando il Giappone si aprì al resto del mondo. Dal 1846 al 1851 servì come governatore di Nara e lavorò alla riforma del sistema amministrativo locale. Studiò inoltre gli antichi tumuli (kofun) intorno a Nara perché in quel periodo c’era un crescente interesse per l’antico sistema imperiale. Un giorno, fu sorpreso di ricevere l’accusa nei confronti di alcuni giovani uomini che avevano accidentalmente ucciso un cervo. La seguente citazione deriva dal suo diario, intitolato Neifu-kiji (racconti a Nara).

Giorno 30 [7° mese, 3° anno dell’era Kôka] (20 settembre 1846, cal. Gregoriano): Tempo sereno. Dal momento che la cerimonia di taglio delle corna dei cervi si terrà il 4° giorno del mese prossimo, alcuni giovani uomini stavano raggruppando dei cervi maschi. Nel far questo, hanno accidentalmente ucciso un grande maschio perché avevano dei problemi a tenerlo a terra. Il principe di Ichijo-in e i monaci del Kofuku-ji, di comune accordo hanno compilato uno stato d’accusa con gli uccisori del cervo. Gli accusatori si sono comportati come un antico tiranno cinese. Li ho persuasi dicendo: “Dato che i cervi maschi feriscono le persone a metà autunno, con il permesso dell’ufficio del governatore i cittadini gli tagliano le corna. Questo è come tagliare le ali ad un uccello o le dita ad un essere umano. Dal momento che permettiamo di recar danno ai cervi, non possiamo punire qualcuno per averne ucciso uno. Questo tema non può essere trattato in modo letterale.” I monaci accolsero il mio punto di vista. Si dice che, in tempi antichi, chi avesse ucciso un cervo sarebbe stato lapidato o decapitato vicino al laghetto Sarusawa dopo essere stato trascinato intorno al Kofuku-ji. Per quanto questa sia stata un’usanza dei tempi degli Stati Guerrieri [15° o 16° secolo] o precedente, sono rimasto perplesso dalla loro insistenza di considerare questa una legge immodificabile. Credevo che regole di questo tipo, che hanno reso l’uccisione di gru o cervi un’offesa capitale, esistessero solo negli spettacoli riprodotti nei teatri. È stata un’esperienza interessante essere scioccato dall’affrontare una tale regola nella realtà.
– da Neifu-kiji di Kawaji Toshiakira

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il numero dei cervi scese in modo importante a causa della caccia di frodo portata dalla scarsità di cibo. Nel 1946, i “Divini Cervi di Kasuga” furono rinominati “Cervi di Nara” e si continuarono gli sforzi per la loro protezione. I “Cervi di Nara” divennero monumento naturale nazionale e furono inseriti in un programma di protezione del governo nazionale nel 1957. Al giorno d’oggi, circa 1100 cervi girano liberamente fra le colline, i parchi e le strade di Nara. Sono il simbolo della città ed attirano turisti dall’intero paese e dal resto del mondo.

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