Infine anche il Buddha cede alla violenza – per gioco

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Di videogame spirituali ne avevo già parlato su Buddhismo Loto qui e qui, ma per Fight of Gods il discorso è completamente diverso.

Il videogame lanciato sulla piattaforma Steam infatti lo definirei, da profana di videogame, una sorta di Street Fighter divino (o un Immortal Kombat, come viene definito nel comunicato del lancio), che forse vuole rispondere a (o prendersi gioco di) un’ancestrale domanda dell’essere umano: qual è la divinità più forte?

Per dimostrarsi all’altezza della propria fama tutti gli dèi del cielo e della terra (e anche alcuni che parlando dal punto di vista strettamente “teologico” non sono esattamente “dèi”), Anubis, Zeus, Atena, Buddha e Gesù, Mosé e altri se le danno di santa ragione, utilizzando come arma ciò che hanno a portata di mano: Mosé le tavole dei Dieci Comandamenti o una speciale mossa che comporta la separazione delle acque, Gesù dei pezzi della croce rimasti legati ai polsi o una mossa in stile “ascensione al cielo” e anche il nostro pacifico Buddha deve pur difendersi in qualche modo e sottomette gli avversari.




“Chi prevarrà nella battaglia definitiva tra le divinità? Gesù appena liberatosi dalla propria croce riuscirà a eliminare tutti i suoi nemici con il suo Pugno Punitore? Buddha riuscirà a sottomettere i suoi avversari? Utilizzate il potere del fuoco, del fulmine, dell’acqua, delle piaghe e altro ancora mentre mettete l’uno contro l’altro divinità e profeti come Odino, Zeus, Amaterasu, Anubi, Mosé e Athena in uno tra i picchiaduro più unici e bizzarri mai creati”.

Tra i vari scenari ci sono il Giardino dell’Eden e il Mar Rosso.

Fra i personaggi è mancante (forse per ovvie ragioni) manca Maometto. Nella board di discussione dedicato al gioco ai giocatori viene però chiesto quali altre divinità piacerebbe vedere e le risposte sono molteplici: si passa da Baphomet, appartenente alla cultura templare/massonica; c’è chi suggerisce qualche divinità azteca, come Quetzalcoatl, Tezcatlipoca,  Huitzilopochtli o Coatlicue; Shiva o Vishnu, per la cultura Indù; Guan Yu e Sun Wukong per quanto riguarda la sfera cinese. C’è anche chi suggerisci Diego Maradona!

Il gioco è disegnato da uno studio di Taiwan, Digital Crafter, e pubblicato da PQube. Attualmente è disponibile in Accesso Anticipato, ad un prezzo estremamente popolare (appena 4,79 euro) sul sito di Steam, QUI.

EDIT del 08.09.17

La Commissione per le Comunicazioni e il Multimedia della Malesia (MCMC) ha chiesto alla piattaforma Steam di rimuovere la possibilità di acquisto per gli utenti residenti in Malesia, contestando il fatto che il gioco degrada le religioni e i leader religiosi e pone una grossa minaccia per l’unità e l’armonia razziale.

“E’ nell’interesse pubblico prendere immediati provvedimenti per evitare che i contenuti del videogioco continuino a ferire gli altri.” ha affermato Salleh Said Keruak, mintero dell’MCMC.

L’idea di usare delle divinità in un gioco “violento” non è nuova di Fight of Gods. Già nel 2014 era uscito Smite, un gioco di strategia in terza persona – il ché lo rende diverso da questo tipo di giochi, dove di solito la telecamera è sul personaggio e manovrabile. Le divinità presenti nel gioco provengono da pantheon molto variegati: cinese, egizio, greco, indù, maya, norreno, romano, shintoista, celtico. In questo caso erano state le autorità induiste a protestare, per la manipolazione delle divinità della loro religione.

Fonti: EuroGamer | Multiplayer | Malaysiakini




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