Incantatori di serpenti: fra tradizione e bracconaggio

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I Saperas, antica comunità indiana di incantatori di serpenti, sta sparendo. A minare la sua esistenza è principalmente la tutela della fauna selvatica nel paese, e le difficoltà economiche che il divieto delle loro pratiche del 1991 ha portato. Per questo molti di loro ora si danno al bracconaggio.

Gli incantatori di serpenti erano una presenza fissa nei bazar e festival indiani e affascinavano le folle di spettatori con la loro abilità di controllare alcune delle creature più velenose del pianeta. Spesso erano anche la principale fonte per le medicine nel caso qualcuno venisse morso da un serpente.

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Al giorno d’oggi un incantatore di serpenti guadagna circa 200 rupie (3$) al giorno, una cifra non sufficiente a mantenere una famiglia. I giovani di questa comunità quindi lasciano i villaggi e la tradizione per andare nelle città, cercando lavoro nelle imprese di costruzioni o come autista di risciò.

Altri si danno invece al bracconaggio e al contrabbando. Essendo così abili nella caccia e raccolti di rettili, nel corso degli anni i membri di questa comunità utilizzano la loro abilità per catturare specie meno conosciute e più piccole, come ad esempio lucertole, pangolini, zibetti. Questa attività è fatta sia per cibarsene personalmente che per farne del commercio.

Nel 2016 si sono tenuti due incontri presso i distretti di Bhaniyawala e Mathurawala – entrambi con il più alto numero di famiglie appartenenti alla comunità Saperas – per un programma di sensibilizzazione sulla salvaguardia e protezione della fauna organizzato da TRAFFIC e WWF-India.

Al programma hanno partecipato più di 250 persone, fra cui donne e bambini, e includeva uno spettacolo di marionette per comunicare l’importanza della fauna selvatica e la necessità di fermare le attività commerciali illegali, e un dibattito educativo che ha riscontrato un notevole interesse nei presenti. Il capo della comunità (Pradhan) di Mathurawala nel 2015 aveva anche instaurato una multa di 25 mila rupie per chi fosse trovato colpevole di contrabbando di specie selvatiche.

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“Oltre alla sensibilizzazione, è importante fornire un sostentamento alternativo.” ha affermato Shekhar Kumar Niraj , capo di TRAFFIC India “Questa è la prima volta che TRAFFIC ha condotto una campagna di sensibilizzazione in India e si spera che tali iniziative, insieme ad un importante supporto e opportunuità a favore di un tipo di sostentamento alternativo aiutino a cambiare la mentalità dei membri della comunità nel lungo periodo.”

Di seguito un breve documentario (inglese) sulla comunità dei Sapera.

Fonte: Repubblica | JapanTimes | WWF India


 

In India i serpenti sono riveriti dagli induisti e gli incantatori di serpenti sono considerati i seguaci di Shiva, il dio blu sempre rappresentato con un serpente attorno al collo.

« La luna gli fa da corona, il terzo occhio gli orna la fronte, i serpenti diventano gli anelli arricchiti di gioielli delle orecchie. I serpenti che circondano le altre parti del corpo diventano ornamenti incrostati di pietre preziose. La cenere di cui è cosparso il suo corpo diventa un unguento prezioso. La pelle d’elefante sembra una delicata stoffa di seta. La sua bellezza è indescrivibile. Egli sembra possedere tutte le ricchezze. »

(Siva Purana, Rudra Samhita, XXXIX, 38-42; citato in A. Danielou, Siva e Dioniso, 1980, Op. cit., pp. 120-121)

Wikipedia

Nella letteratura Buddhista è presente la storia del re Mukalinda. Si racconta che dopo 4 settimane dall’inizio della meditazione del Buddha sotto l’albero della Bodhi, i cieli si oscurarono per sette giorni e cadde una pioggia prodigiosa. Il potente re dei Serpenti, Mucalinda fuoriuscì dalla terra e protesse il Buddha con il proprio corpo. Quando il temporale finì, il re serpente assunse la sua forma umana, si inchinò al Buddha e tornò al suo palazzo.

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