I cinque mali del mondo Saha

Tempo di lettura: 3 minuti




Qualche giorno fa ho guardato un film, La Cura del Benessere. A discapito del titolo, non è esattamente il film che ci si aspetterebbe, e non è neanche un gran bel film. C’è però una lettera che viene letta all’inizio del film che mi ha ricordato alcuni passi del Sutra Esteso sul Buddha Amitabha, nel quale vengono descritti i cinque mali che affliggono gli esseri di questo mondo Saha.

Ecco il testo della lettera e di seguito i passi del Sutra.

Ai miei colleghi del consiglio,
un uomo non può negare la verità. Non può tornare volontariamente nelle tenebre, o diventare cieco se ha ricevuto il dono della vista. Come non può tornare non-nato.
Siamo l’unica specie capace di introspezione. L’unica specie con la tossina dell’insicurezza iscritta nel codice genetico. A dispetto dei nostri doni, noi costruiamo, compriamo, consumiamo. Ci culliamo nell’illusione del successo materiale. Imbrogliamo e inganniamo, mentre ci arrampichiamo con le unghie e con i denti alla vetta di quello definiamo realizzazione. La superiorità su altri uomini.
C’è un male oscuro dentro di noi, che sale come la bile e ci lascia l’amaro in fondo alla gola. E’ lì in ciascuno di voi, seduti intorno al tavolo. Ne neghiamo l’esistenza finché il corpo si ribella contro la mente e grida “Io non sto bene!”
Senza dubbio penserete solo alla fusione, quell’immonda unione di due istituti ugualmente malati. Ma la verità non si può ignorare, perché solo quando sappiamo cosa ci affligge, possiamo sperare di trovare la cura.
Non farò ritorno, non cercate più di contattarmi.





I CINQUE MALI 

[Testo estratto dal Sutra Esteso sul Buddha Amitabha, capp. 34-39]

“Io sono divenuto un Buddha in questo mondo e ora è estremamente doloroso per me abitare in mezzo ai cinque mali, alle cinque sofferenze e ai cinque roghi. Insegno alle moltitudini di esseri, evito le cinque sofferenze e sfuggo i cinque roghi. Alleno le loro menti, portandoli a praticare le cinque buone azioni in modo che possano acquisire meriti e virtù e raggiungere l’emancipazione, lunga vita e il Nirvana.”

Il Buddha continuò: “Quali sono i cinque mali, le cinque sofferenze e i cinque roghi? Qual’è il modo per estinguere i cinque mali e portare le persone a praticare le cinque buone azioni, in modo che possano acquisire meriti e virtù e raggiungere l’emancipazione, lunga vita e il Nirvana?”

1. “Il primo male è questo. Non c’è nessuno fra i deva e gli esseri umani, nemmeno fra tutti quegli esseri del campo inferiore come quelli che strisciano, che non sia impegnato nel fare del male: il forte si rivale sul debole, il quale danneggia gli altri. Tutti infliggono gravi lesioni ad altri esseri viventi e si uccidono a vicenda, come serpenti e bestie che divorano la propria preda. Non conoscendo il retto comportamento, commettono atti malvagi e atti immorali. Per questo riceveranno la loro retribuzione, rinascendo nei regni inferiori che meritano.”

2. “[…] Famiglie, amici, cittadini o gruppi di persone a cui capita di lavorare insieme, tutti cercano di ottenere il proprio profitto e si preoccupano delle loro perdite, alimentando in tal modo la rabbia e l’ostilità negli altri. Anche se sono o diventano ricchi, sono avari e poco caritatevoli. Avidamente attaccati alla loro ricchezza, si preoccupano e soffrono per essa. Quando arriva la fine, scoprono che non hanno niente su cui contare. In ultima analisi sono nati e partono da soli e non c’è niente che possano portare con sé.”

3. “[…] Senza occuparsi dei loro doveri e trascinati dalla rabbia, intimidiscono le persone e si appropriano delle cose altrui attraverso il furto per sostenere le proprie famiglie. Quando riescono ad ottenere qualcosa col furto, lo contano avidamente e cercano di avere altro. Dandosi ai piaceri impudichi, si dedicano ai piaceri sensuali fino all’estremo. Non hanno rispetto per le leggi dello stato né per l’anzianità fra i membri della famiglia e i parenti, portando tutti i consanguinei a preoccuparsi e a soffrire del loro comportamento. Il sole e la luna illuminano le loro cattive azioni e le loro colpe sono note a tutti, comprese le divintà, che ne tengono conto.”

4. “[…] Vanitosi e arroganti pensano di essere nel giusto, agendo in modo disattento e prepotente e trattando gli altri con disprezzo. Non sono in grado di capire cosa stanno facendo e quindi, anche quando compiono il male, non sentono vergogna. Contando sulle proprie capacità fisiche, costringono gli altri a rispettarli e a temerli. Non temono le divinità del cielo e della terra, né il sole e la luna. Si rifiutano di fare il bene e continuano nella loro arroganza.”

5. “[…] Le persone del mondo sono oziose e frivole. Sono riluttanti a fare il bene, non hanno nessuna disciplina, non si dedicano con impegno alle proprie occupazioni e per questo non realizzano il necessario per le loro famiglie, portando i familiari a soffrire le pene della fame e del freddo. Ai rimproveri dei genitori, assumono sguardi minacciosi, rispondono con rabbia e si ribellano alle ammonizioni dei genitori come se loro fossero nemici. Gli stessi genitori vorrebbero non avere mai avuto figli.”




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *