Buddhismo e fondamentalismo

In occasione della visita in Italia del Dalai Lama, grande promotore della pace in tutto il mondo, riproponiamo qui quello che qualche settimana fa il capo spirituale del Tibet ha affermato  al Parlamento Europeo.

“Terrorista buddhista. Terrorista musulmano. Queste formulazioni sono sbagliate.” ha detto “Qualsiasi persona che indulga nella violenza non è più un genuino buddhista o un genuino musulmano, perché è un insegnamento musulmano quello che afferma che se si è coinvolti nello spargimento di sangue non si è più un musulmano genuino. Tutte le maggiori religioni portano avanti lo stesso messaggio: un messaggio d’amore, di compassione, di perdono, di tolleranza, di contentezza, di auto-disciplina – tutte le tradizioni religiose.
(Indipendent)

Collegandoci a quest’ultimo pensiero abbiamo pubblicato, in anteprima per l’Italia, la traduzione italiana del saggio di John Paraskevopoulos “Pace Come Trasformazione Interiore: Una Prospettiva Buddhista”, nel quale l’autore affronta il tema della realizzazione della pace in contrasto con il fondamentalismo religioso.

“Nel considerare la pace da una prospettiva buddhista, è importante ricordare che essa è, in primo luogo, una disposizione interiore prima che la sua effettiva incarnazione nel mondo sotto forma di una particolare linea d’azione. Ancora prima che questa possa essere resa possibile, (la pace) deve inizialmente diventare il frutto di una realizzazione spirituale. Questo significa che, in effetti, qualsiasi discorso di pace deve essere basato su una visione dello spirito fondata su saggezza, compassione ed equanimità.”

Il testo originale di “Peace as inner transformation: a Buddhist perspective”  è compreso nella raccolta  The Unhindered Path: Ruminations on Shin Buddhism di John Paraskevopoulos, pubblicata nell’agosto 2016 da Sophia Perennis.

Laura Silvestri

Liceo linguistico. Scienze della Comunicazione. Co-fondatrice di Myo Edizioni. Per l'etichetta gestisce l'intera parte grafica e le traduzioni.

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