Aizen Myoo




Myo-o è un termine corrispondente al sanscrito “Vidyaraja”, un gruppo di divinità dall’aspetto minaccioso conosciuti come i Re della Saggezza. Le statue di queste divinità appaiono minacciose e feroci, con posture intimidatorie, pensate per domare il male e spaventare i non credenti buddhisti e convincerli ad accettare la legge buddhista. Essi rappresentano la saggezza del Buddhismo, proteggono gli insegnamenti buddhisti, rimuovono gli ostacoli verso l’illuminazione e fanno soccombeere i malvagi. Servono e proteggono vari Buddha, fra i quali il Buddha Dainichi – in molte tradizioni rappresentano proprio questo Buddha. In Giappone, questo gruppo di divinità è venerato soprattuto nel Buddhismo esoterico della setta Shingon.
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Aizen è strettamente connesso al gioiello magico che esaudisce i desideri (Giap. Houjyu, Sanscr. Cintamani), come altre divinità buddhiste come Kannon o Jizo – per ogni divinità il gioiello esaudisce diversi desideri. Nel caso di Aizen, i credenti pregano per il successo delle loro relazioni romantiche. Una cerimonia importante era chiamata Rito del Gioiello di Aizen Myoo (Nyoho Aizen o ho), usata dalle sette esoteriche nel XIII e XIV secolo per ottenere l’amore e il rispetto degli altri, e variante della principale cerimonia esoterica conosciuta come Rito del Gioiello che Esaudisce i Desideri (Nyoi Hoju Ho). Questo rito iniziò ad essere usato nel tardo periodo Heian, dal Tempio Daigo-ji della setta Shingon a Kyoto.

[Buddhist Artwork]

Contenitore per reliquie buddhiste nella forma di un gioiello sacro fiammeggiante.

È uno dei cinque Re della Conoscenza (di cui fa parte anche Fudo Myo-o) ed è conosciuto per trasformare i desideri terreni in risveglio spirituale.

La sua rappresentazione più comune lo riproduce con sei braccia le cui mani tengono rispettivamente: una campana (che richiama alla consapevolezza), un vajra (il diamante che taglia l’illusione), un fiore di loto non sbocciato (che rappresenta il potere della sottomissione), un arco e delle frecce (frecce che alle volte Ragaraja scaglia contro il cielo), e infine qualcosa che non si riesce a vedere (che i praticanti avanzati della corrente esoterica chiamato “quello”). Egli è generalmente rappresentato seduto nella posizione del loto sopra ad un ‘urna dalla quale fuoriescono dei gioielli, a significare la propria beneficienza nel concedere la realizzazione dei desideri.

Il corpo è generalmente dipinto di rosso e il suo aspetto è minaccioso. Ha un terzo occhio verticale sulla fronte e capelli fiammeggianti, che rappresentano rabbia, lussuria e passione.

È considerato il protettore dei padroni di casa, delle prostitute e degli omosessuali e i devoti si rivolgono a lui per avere pace in casa e abbondante fortuna negli affari. Secondo il Sutra Yogini, Ragaraja rappresenta lo stato in cui l’eccitazione o l’agitazione sessuale – altrimenti denigrate come impurità – sono visti pari all’illuminazione “bonno soku bodai” e l’amore appassionato può diventare compassione per tutti gli esseri viventi.

[Wikipedia]

Fudo Myoo,Aizen Myoo by Sgt-lonely on DeviantArt

Il famoso monaco Ichijo (884 – 947 d.C.) affermò che in realtà la pelle di Aizen Myo-o è originariamente di colore bianco. “Aizen-o è in verità bianco. Ma data la compassione che prova per gli esseri viventi e che il suo spirito compassionevole rompe la struttura delle sue ossa, le lacrime della compassione fluiscono attraverso il suo corpo, tinteggiando la sua pelle di rosso.”
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Diversamente da molte divinità, Aizen Myo-o non ha antiche origini nel pantheon indiano, buddhista o Induista, le sue radici non hanno connessioni in India, nel Buddhismo o in Tibet. Si pensa invece che derivi dalla Cina Tang, invece – sebbene non esistano sue rappresentazioni. È stato suggerito dagli studiosi che Aizen Myo-o sia stato introdotto dai preti cinesi nel tardo VIII secolo da una composizione di divinità quali Ragaraja, Takki-raja dai livelli inferiori della religione buddhista. Secondo l’ideologia Mikkyo, inoltre, Aizen non dovrebbe essere considerato come una divinità isolata, ma come una manifestazione (hen) o una trasformazione (keshin) di un’altra figura del pantheon di posizione superiore.

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~ NOTA: Il monaco Ichijo è un monaco Shingon del tempio Daigoji, che venne fatto abate del Toji nel 925. Egli fa inoltre parte del gruppo di monaci e abati del Toji, appartenenti alla branca Ono, attraverso i quali passò la trasmissione e la venerazione del gioiello che esaudisce i desideri, vale a dire: Kukai, Shinga (801-79), Gennin (818-87), Shobo (832-909), Kangen (853-925), Ichijo, Gengo (914-95), Ningai (951-1046), Seizon (1012-74) e Hanjun (1038-1112).
da Jewel in the Ashes: Buddha Relics and Power in Early Medieval Japan, di Brian Douglas Ruppert





Nichiren registra la visita di Aizen e Fudo

Datato il 25esimo giorno del sesto mese del sesto anno di Kencho (1254). Honzon di Nichiren autenticato e aggiunto al Gohonzonshu nell’edizione del 1999.

[Darumapedia News]


Se non durante il suo periodo al Kiyosumi-dera, la sua influenza del mikkyo [Buddhismo esoterico, n.d.t.] probabilmente avvenne prima o durante il periodo che trascorse sul monte Hiei, più specificatamente intorno al 1251, anno in cui trascrisse il Gorin kuji hishaku, un’opera di Kakuban. Dolce fa notare che nella trascrizione c’è una “firma tomitsu” di Nichiren. Cosa più importante, Nichiren mantenne un rapporto con un monaco tomitsu anche dopo la proclamazione nel 1253 della sua fede nel Sutra del Loto. Nel 1254, nichiren discegnò due immagini, una di Acala (Fudo Myo-o) e Rangaraja (Aizen), i due Re della Conoscenza venerati nelle tradizionidel Buddhismo esoterico. Nichiren include anche delle iscrizioni nei dipinti con cui si identifica come appartenente alla 23esima generazione del lignaggio Shingon discendente da Mahavairocana. Comunque il Shugo kokkaron di Nichiren, uno saggio scritto nel 1259 durante il periodo in cui viaggiò e studiò il Buddhismo, incorpora anch’esso una prospettiva taimitsu nella forma di hokkeshingon, termine da lui coniato per enfatizzare la fusione di insegnamenti e nozioni esoterici presenti nel Sutra del Loto.

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Curiosamente, Acala e Ragaraja appaiono nell’hokkeho [mandala usato nei rituali esoterici del Loto, n.d.t.], ma non nel Sutra del Loto. Le fonti cinesi dell’hokkeho includono Acala, ma Ragaraja fu inserito in seguito durante il tardo periodo Heian (Dukes 1994:272). Comunque, anche Nichiren include queste due figure nel suo mandala, dando un ulteriore significato al suo adattamento del mandala hokkeho. (Dolce 1999: 373). Eppure, il precedente disegno di Nichiren di Fudo Aizen kankenki rappresentante Fudo-myoo e Aizen mostra che Nichiren pensava fossero significati prima di venire a conoscenza del hokkeho e perciò la sua iniziale influenza proviene dall’educazione che ricevette da ragazzo.

Copia dei dipinti di Rangaraja (Aizen) e Acala (Fudo Myoo), i due Re della Conoscenza, disegnati da Nichiren nel 1254. Questa immagine è stata presa dal Fudo Myoo Aizen Kankenki di Nichiren dal Showa Teihon Ibun.

[The Development of Kaji Kito in Nichiren Shu Buddhism di Kyomi J. Igarashi, Wellesley College, 2012]


“Kama Aims His Bow at Radha: Page from a Dispersed Gita Govinda” | The MET | Gift of Jeffrey Paley, 1975

Dopo Fudo Myoo, Aizen Myoo è il Re della Saggezza che si incontra più di frequente nel Buddhismo giapponese. Come per Fudo e gli altri Re, anche Aizen fu appropriato dall’Induismo. È sempre rappresentato di un rosso acceso e in due delle sei braccia tiene arco e frecce, proprietà rubate da Kama, dio dell’Amore nell’Induismo. Il ruolo di Aizen è di convertire la carnalità nell’aspirazione all’illuminazione, ma le persone in genere si rivolgono a lui per avere assistenza in materia di cuore.

[Kings of Brightness in Japanese Esoteric Buddhist Art]




Laura Silvestri

Liceo linguistico. Scienze della Comunicazione. Co-fondatrice di Myo Edizioni. Per l'etichetta gestisce l'intera parte grafica e le traduzioni.

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